Risveglio anima

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Il risveglio dell’anima

Aprile, l’inizio della primavera, la stagione del cielo azzurro, del ritorno del sole, dei prati in fiore e del canto degli uccelli. Una ventata di ottimismo, un’aria nuova, che si rivelano con l’arrivo del bel tempo non solo per le cose terrene, umane, che si rinnovano ma, soprattutto, per il risveglio dello spirito, che, per i credenti, è il momento della Santa Pasqua che celebra ogni anno la Resurrezione: il motivo della vittoria di Cristo sulla morte che costituisce uno dei punti chiave della dottrina cristiana. Dopo tre giorni dalla morte, Cristo, infatti, resuscitò e, successivamente, ritornò sulla terra dove rimase quaranta giorni prima della sua ascesa definitiva al cielo. I Vangeli non testimoniano esplicitamente questo evento che non è descritto nei particolari ma narrano che Gesù fu visto dalla Maddalena, dalla Madre, da Tommaso e dagli apostoli ad Emmaus.

Nell’iconografia religiosa la Resurrezione è uno dei temi più svolti ma, nel Medioevo fino a Giotto, il soggetto rappresentato dagli artisti è quello del Noli me tangere. Questo si riferisce al momento in cui Maria Maddalena vide Gesù risorto: “Maria era rimasta a piangere vicino alla tomba…Mentre parlava si voltò e vide Gesù in piedi, ma non sapeva che era lui…lei subito si voltò e gli disse: «Rabbunì!» (che vuol dire: Maestro!). Gesù le disse: «Lasciami, perché io non sono ancora tornato al Padre. Và e di’ ai miei fratelli che io torno al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro». Allora Maria di Màgdala andò dai discepoli e disse: «Ho visto il Signore!». Poi riferì tutto quel che Gesù le aveva detto.” (Giovanni, 20, 11-18). La Maddalena, nella pittura, è riconoscibile dal vestito rosso e dai capelli biondi lunghi, sulle spalle (Noli me tangere, Giotto, 1303-1305, Padova, Cappella Scrovegni).

L’episodio si svolge la mattina del Lunedì detto dell’Angelo. Alcune donne, le Marie, si recano al sepolcro di Gesù e lo trovano vuoto; così ne parlano i primi tre evangelisti: “Il giorno dopo, all’inizio del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria andarono ancora a vedere la tomba di Gesù. Improvvisamente vi fu un terremoto, un angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare la grossa pietra e si sedette sopra. Aveva aspetto splendente come un lampo e una veste candida come la neve, Le guardie ebbero paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte. L’angelo parlò e disse alle donne: «Non abbiate paura, voi. So che cercate Gesù, quello che hanno crocifisso. Non è qui, perché è resuscitato proprio come aveva detto. Venite a vedere dov’era il suo corpo.»” (Matteo, 28, 1- 7); “Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome comprarono olio e profumi per andare a ungere il corpo di Gesù…Ma quando arrivarono, guardarono, e videro che la grossa pietra, molto pesante, era stata già spostata. Allora entrarono nella tomba. Piene di spavento, videro, a destra, un giovane seduto, vestito di una veste bianca. Ma il giovane disse: «Non spaventatevi. Voi cercate Gesù di Nazaret, quello che hanno crocifisso. E’ resuscitato, non è qui…»” (Marco, 16, 1-6). Luca e Giovanni parlano di due angeli, motivo che raramente viene proposto dall’iconografia (Le pie donne al sepolcro, Simon Vouet e bottega, 1640 ca., Davron, Chiesa di Santa Maddalena): “Il primo giorno della settimana, di buon mattino le donne andarono al sepolcro di Gesù, portando gli aromi che avevano preparato per la sepoltura. Videro che la pietra che chiudeva il sepolcro era stata spostata. Entrarono nel sepolcro, ma non trovarono il corpo di Gesù. Le donne stavano ancora lì senza sapere cosa fare, quando apparvero loro due uomini con vesti splendenti. Impaurite, tennero la faccia abbassata verso terra. Ma quegli uomini dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Egli non si trova qui ma è resuscitato…»” (Luca, 24, 1-6). Questo tema, Le Marie al Sepolcro, vede rappresentate le tre donne che trovano un angelo seduto sul bordo di un sarcofago (Le Marie al sepolcro, retro della Maestà, Duccio di Buoninsegna, 1308-1311, tavola, Siena Museo dell’Opera Metropolitana). Secondo altre interpretazioni le tre Marie sono le figlie di Sant’Anna: la Madonna, Maria di Cleofa e Maria di Salome.

Il tema proprio della Resurrezione compare nell’arte a partire dal XV secolo e presenta, generalmente, la figura di Cristo nell’atto di elevarsi dalla tomba mentre i soldati romani, dormienti, non si accorgono di ciò che sta accadendo: “Perciò ordina che le guardie sorveglino la tomba fino al terzo giorno, così i suoi discepoli non potranno venire a rubare il corpo e poi dire alla gente: «E’ risuscitato dai morti!». Altrimenti quest’ultimo imbroglio sarebbe peggiore del primo…Essi andarono, assicurarono la chiusura della tomba sigillando la grossa pietra e poi lasciarono le guardie a custodirla.” (Matteo, 27, 64-66).

Una delle tante opere note su questo tema iconografico è quella dipinta ad affresco da Piero della Francesca nella sua città natale, Borgo Sansepolcro, in provincia di Arezzo, nell’antico Palazzo Comunale, intorno al 1460. La composizione presenta al centro, fungendo da perno all’insieme, la figura di Cristo, in posizione eretta, con il piede sinistro appoggiato sull’orlo anteriore del sarcofago, nell’atto di uscirne. Con la mano destra regge il vessillo bianco con la croce rossa, simbolo della resurrezione e con la sinistra, appoggiata sul ginocchio, tiene un lembo del mantello rosato che gli ricopre parzialmente il corpo nudo ricadendo con un plastico gioco di pieghe. Ha il viso coperto da una barbetta rossastra così come i lunghi capelli che ricadono sulle sue spalle mentre, un rivolo di sangue fuoriesce dal costato destro per la ferita inferta a Cristo in croce dal colpo di lancia sferrato da Longino. In testa ha un’aureola disegnata di scorcio e lo sguardo fisso nel vuoto che gli fa assumere una certa severità.

Nel registro inferiore quattro soldati seduti per terra dentro le fantasiose, colorate divise e le armi che ce li fanno riconoscere come tali, dormono ignari di quanto sta succedendo vicino a loro. Forse due si sono accorti della presenza di Cristo e ne rimangono abbagliati tanto che quello a sinistra si chiude gli occhi con entrambe le mani.

Lo sfondo, caratterizzato da un cielo azzurrognolo e da un paesaggio collinare tipicamente toscano costellato di alberelli, presenta vicino alla figura di Cristo altri alberi di grandi dimensioni di diversa tipologia: quelli a sinistra, presentano rami contorti e spogli mentre, quelli a destra, hanno una folta chioma verde e il fusto più esile rispetto ai primi.

Il valore simbolico di questi elementi è chiaro e allude al mondo che, dopo il sacrificio di Cristo e la sua resurrezione, si sveglia come la natura e ritorna a vivere lasciandosi alle spalle il senso della morte rappresentata dagli alberi scheletriti.

La composizione si presenta ordinata per la sapiente distribuzione degli elementi secondo una simmetria bilaterale verticale che ha l’asse che divide in due parti la figura di Cristo e l’intero insieme in modo tale che la parte sinistra è speculare a quella di destra e, quindi, sovrapponibile, con il risultato eccezionale di totale equilibrio.

La parte superiore è vista frontalmente e quella inferiore, compreso il sarcofago, è realizzata secondo una prospettiva fissata dal punto di vista posto in basso, quasi radente al terreno, frammentazione che non turba, però, l’omogeneità spaziale dell’insieme.

Il colore dalle tinte calde contribuisce a creare plasticamente le forme straordinariamente aiutato da una luce cristallina che le fissa e le definisce nei particolari.

 

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