07. Premessa

...A proposito di arte ...

 

Premessa

 

“L’arte è quello che si suole chiamare un’attività dialettica:

essa mette a confronto una tesi, quella della ragione,

con la sua antitesi, quella della immaginazione, e sviluppa

una nuova unità o sintesi in cui le contraddizioni sono conciliate.”

 

Herbert Read, L’Arte e la Società

 

Intorno al Santuario non vuole essere la storia di un’antica chiesa toscana, costruita alcuni secoli fa in una cittadina del Monte Amiata, per spiegare i motivi che hanno suggerito alla popolazione locale di erigere un Tempio, riportati attraverso notizie storiche e leggende popolari che sono il pane quotidiano di una Comunità quando vuole raccontare la propria origine e il suo sviluppo nel tempo. Non è la ricerca e l’approfondimento dei valori che hanno portato alla formazione di una società che incrocia le vicende del luogo con gli eventi e le situazioni che varcano i confini del “territorio”, in una più ampia veduta che fa parte, non solo del suo essere “realtà”, ma che appartiene alla storia molto più grande: quella dell’intera umanità. Il susseguirsi di fatti veri e di tanti altri che nascono dalla fervida fantasia dei cittadini, orgogliosi della loro appartenenza al “gruppo”, gratificati da quanto viene riportato in merito al carattere delle persone, della bellezza dei luoghi, delle attività di lavoro, della religiosità e di tutto ciò che contribuisce alla conoscenza di una Comunità. In poche parole, della sua cultura.

Ma se è vero che è impossibile ignorare questi aspetti che sono alla base delle prerogative proprie di una società, molto utili per approfondirne le conoscenze, è altrettanto vero che in questo scritto si mira a indirizzare le ricerche soprattutto verso altri interessi, in primo luogo artistici, il cui studio si rende necessario alla luce del nuovo sapere strettamente legato alle rinnovate esigenze umane e culturali che fanno parte di un continuo aggiornamento proprio di ogni epoca. Questo è lo spirito che ha animato la scrittura di queste pagine: dare impulso, cioè, alla ricerca di motivazioni diverse in una visione improntata al raggiungimento di particolari, specifici obiettivi nei quali il Santuario della Madonna delle Grazie o dell’Incoronata di Arcidosso potesse essere visto sotto una luce nuova, singolare, cònsona alle linee guida dei nostri tempi nel fare artistico senza trascurare, però, quanto il passato ci ha fortunatamente trasmesso. Per questo motivo è stata rivolta l’attenzione ad alcuni aspetti principali: a certi valori geometrico-architettonici dell’edificio religioso in questione e alle opere plastiche in esso custodite. Verso queste ultime non sembra ci sia stata sempre particolare attenzione e un adeguato interesse.

È il caso dei rapporti proporzionali fra le parti della costruzione e dei rilievi dei piedistalli delle colonne dell’interno portatori di motivi decorativi di tipo classico, delle modanature architettoniche ritornate in auge nel Rinascimento e una semplice figurazione importante per il suo valore di elemento di riconoscimento dei temi, dei soggetti rappresentati e per il valore simbolico nascosto senza il quale non sarebbe giustificato il loro uso nel Tempio.

Anche le opere pittoriche delle quali si è molto parlato, sono viste in rapporto alle nuove conoscenze storico-estetiche che permettono di legare ulteriormente, alla storia dell’arte, anche i nomi degli autori, dall’ignoto pittore della Madonna col Bambino alle figure di artisti come Ventura Salimbeni, Giuseppe Nicola Nasini e altri che sono il vanto dell’arte locale, senese e universale.

Ed è all’universalità, all’ampliamento degli orizzonti delle conoscenze e ai rapporti con la cultura artistica più importante, partendo dal patrimonio locale apparentemente limitato, che vuole decisamente tendere il presente lavoro.

È l’analisi attenta e puntuale dei valori architettonici dell’edificio, delle opere plastiche e pittoriche in esso custodite, per “leggere” una bella pagina di contenuti propri dell’arte colta che interagiscono con gli antichi studi sui rapporti armonici, con le nuove e moderne teorie sulla percezione visiva, con le tecniche, che hanno affidato, ad un linguaggio semplice, schietto e popolare, il compito della loro realizzazione.

 

L’Autore

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