04. Presentazione

...A proposito di arte ...

 

Note di presentazione

 

Le parole dei saggi

sono come pungoli

e le raccolte dei dotti

sono come chiodi ben piantati…

Ec 12, 11

 

L’assioma che porta a considerare un prodotto “di gran valore culturale” è sicuramente l’adeguata percezione conoscitiva dell’autore. In questo caso uno scrittore appassionato dell’arte e di ciò che ruota attorno ad essa; non solo per averla insegnata ma soprattutto per averla vissuta e constatato, nel corso della sua carriera di “uomo di cultura”, il bisogno della conoscenza. E mai si potrà dire di essere giunti alla soglia, poiché ogni volta che si pensa di aver conseguito il traguardo, ci si accorge che l’orizzonte si allontana sempre di più. Tutta la vita è, potremo dire, un muoversi verso un bisogno, che non sempre riguarda le necessità fisiche dell’organismo ma quasi sempre quelle intellettive della mente. E se è possibile in qualche modo soddisfare quelle del corpo, quelle della mente richiedono uno sforzo maggiore. Da qui l’impegno dell’autore a muoversi in direzione di una méta ritenuta fondamentale: difatti, quanto è dato sul piano culturale spesso non è pienamente soddisfacente ad un particolare bisogno. Si genera perciò la volontà di colmare un vuoto, che potrebbe non essere considerato tale, ma che è così, soprattutto se si guarda dall’interno il panorama scolastico, dove il libro, percepito come un medium poco seducente, è sostituito con l’affascinante e misterioso Internet. Ma se si va a guardare più in profondità, non è difficile ravvisare la scarsa “autonomia” linguistica quando si leggono le ricerche dei nostri studenti: una uniformità di linguaggio e di pensiero quale conseguenza di una cultura privata della vitalità dello spirito. E di spirito vi è bisogno, se desideriamo animare questa società e fornire non una parvenza ma la radice stessa della conoscenza. Questo è possibile se l’autore ha in sé la consapevolezza della “saggezza” che il tempo ha permesso di acquisire. Giombattista Corallo è sicuramente la persona più indicata per affrontare un argomento così vasto da richiedere nove anni della propria vita per visitare musei, chiese, gallerie ed archivi. Lo ha fatto con impegno, con grande passione, ma in particolare con la cognizione di fornire un valido strumento di studio a coloro che s’interessano di arte. Ci si accorge subito, infatti, quanto la dettagliata indagine risulti fruttuosa e quanto di assolutamente necessario vi è da apprendere quando l’argomento è sviluppato con consapevolezza di sapere. Quello che Corallo ha tracciato è un percorso, l’architettura di un viaggio, con la segnalazione dei punti nodali. Opere letterarie ed artistiche, testi biblici, note d’archivio, ecc. sono i cardini di un “sito culturale” difficilmente reperibile altrove.

Ma l’opera di Corallo, come quelle che incollano l’autore davanti ad un quadro, ad una scultura, ad una colonna sonora, ecc. richiede da parte dell’utente un altrettanto grande impegno a sostarvi sopra, perché la traccia che viene offerta è profonda e laboriosa: non una conoscenza nozionistica, un superficiale uso dei dati ma, al contrario, una variegata descrizione dei particolari perché emerga il senso profondo dell’opera d’arte, dei personaggi e dello stesso ambiente, percepito dal Maestro come inderogabile principio di rappresentazione. Il ricorso alle fonti storiche si rende perciò indispensabile; anzi, una sua conoscenza è prerogativa ineludibile, soprattutto se alimentata dalla storia cristiana. Si veda la voce Crocifissione. Essa non motiva con il ricorso al testo di base il momento della crocifissione ma indica i vari momenti che si susseguono, sino ad elencare le opere conservate nelle cattedrali o nei musei. Non si limita a delineare l’ambiente ma si sofferma sulle parti che lo compongono: il luogo (Gòlgota), la croce in relazione alla sua storia e alla figura di Cristo, il senso della ferita nel costato, la corona di spine, il suppedaneo, il cartello con l’iscrizione I.N.R.I., i due ladroni, Maria e Giovanni ai lati della croce, Maria Maddalena, i soldati che si dividono gli indumenti, le pie donne, il teschio, il sole e la luna, il Padre Eterno, la dextera Dei, il pellicano, ecc. vale a dire s’intrattiene su tutto ciò che fornisce senso all’opera. Allora diventa luminoso il perché di tali elementi e la logica che ha portato l’artista a realizzare la Crocifissione differenziandola dalle altre non solo per stile ma soprattutto per scelta dei particolari. Corallo, infatti, è consapevole che una inadeguata conoscenza dei personaggi o del testo storico è prerogativa di un fallimento conoscitivo, di una scarsa motivazione verso quanto concorre a fare cultura. Ecco perché possiamo definire il presente lavoro un testo che si oppone al nozionismo, che desidera risvegliare l’interesse, ma soprattutto di fornire il piacere di “leggere” l’opera d’arte nel modo in cui si legge un libro. Se, nel caso della lettura di un testo verbale, l’utente è libero di immaginare la scena in funzione alla propria capacità di decodifica, l’opera “iconica” richiede un processo inverso: qui non è chiamato ad “immaginare” la scena ma a tradurre in segni filologici il soggetto rappresentato. E quando vengono a mancare alcune “strutture” linguistiche, il rilievo dei “segni” che articolano la storia, il risultato non può che concorrere alla limitazione della conoscenza. E’ vero che l’utente ha dalla sua parte la libertà di decodifica, ma questa non giustifica una lettura contrapposta a quella per cui si è prodigato l’artista. Il ricorso, dunque, ad un testo come A proposito di arte, puntiglioso sino all’inverosimile, non è solamente utile ma assolutamente necessario. E non solo agli storici, che troveranno terreno fertile alle loro ricerche d’approfondimento, ma anche ai docenti ed agli studenti, chiamati ad esaminare alcune tematiche d’ordine rappresentativo.

 

Eugenio Giannì

 

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