08. Premessa

...A proposito di arte ...

 

Premessa

 

“Questa terra grigia lisciata dal vento nei suoi dossi

nella sua cavalcata verso il mare,

nella sua ressa d’armento sotto i gioghi

e i contrafforti dell’interno,

……………………………......

Questa terra toscana brulla e tersa

ove corre il pensiero di chi resta

o cresciuto da lei se ne allontana.

………………………………….........

Tanto afferra l’occhio da questa torre di vedetta.”

 

Mario Luzi, Dalla torre

 

 

C’è chi va per funghi, chi per asparagi, erba dei campi o chiocciole, le cose buone che la natura generosamente offre e c’è, invece, chi va alla ricerca di opere d’arte: architettoniche, pittoriche o plastiche, ugualmente per diletto, per fruire della bellezza che straordinarie personalità artistiche hanno prodotto nei secoli che hanno arricchito i territori contrassegnando, in maniera forte e indelebile, tutte le culture figurative che si sono susseguite nel tempo, lasciando ai posteri un immenso valore estetico e un patrimonio culturale che connota, con chiarezza, il carattere di un popolo e ce lo fa riconoscere. E c’è chi, per mestiere ma con grande passione, ne segue le tracce e gli sviluppi per approfondirne la conoscenza; uno studio da proporre ad altri e condividerne, non solo i risultati e apprezzarne la fattura ma, soprattutto, per capirne il significato, il messaggio che vogliono comunicare e le motivazioni che hanno portato questi ispirati operatori a realizzarle nelle diverse realtà storiche e ambientali.

È questo lo spirito che anima le pagine del presente lavoro che prende in considerazione i numerosi “quadri” custoditi negli edifici dei vari centri di una vasta area geografica della Toscana Centro-Meridionale, un territorio circoscritto che va dalla Maremma Grossetana alla Val D’Orcia passando per l’Amiata e arrivando a toccare le Colline Metallifere Grossetane. Un percorso che partendo da Grosseto, attraversa la pianura maremmana lambita dal mare, fra dolci colline, terra dei valenti cavalieri-allevatori storici: i “Butteri”, che fa esprimere così il poeta: “Pace dicono al cuor le tue colline / Con le nebbie sfumanti e il verde piano / Ridente nelle piogge mattutine.” (Giosuè Carducci, Traversando la Maremma Toscana, da PensieriParole), tocca Istia d’Ombrone, Manciano che dette i natali a due pittori di sicure qualità: Pietro Aldi (Manciano, 1852 – ivi, 1888) e Paride Pascucci (Manciano, 1866 – ivi, 1954). Passa per Montemerano per arrivare sul Monte Amiata, il massiccio montuoso che rivela con orgoglio il suo alto cono e la sua origine vulcanica. Qui una grande macchia di verde connota un paesaggio di castagni e faggi pressoché incontaminato, patria della nota famiglia Nasini il cui ricordo ancora oggi tiene banco nell’arte della pittura, soprattutto nei paesi del circondario, dove è sempre vivo l’interesse per questi artisti (Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore, Castel del Piano, Montegiovi, Montelaterone), ma anche di altri grandi nomi di senesi come Ambrogio Lorenzetti e Luca di Tommè (Roccalbegna) e Francesco Vanni con Ventura Salimbeni (Arcidosso), proseguendo per Monticello Amiata e Cinigiano.

Poi Santa Fiora che con Radicofani presenta una vasta collezione di opere in terracotta invetriata nella quale spicca il nome di un grande fiorentino del Rinascimento italiano come Andrea della Robbia e della sua “bottega”, ma anche Seggiano che, oltre a opere del passato, possiede un naturalistico e singolare sito artistico contemporaneo all’aperto creato da Daniel Spoerri, lo scultore di origine romena, uno dei maggiori rappresentanti del “Novorealismo” e di “Fluxus”, due movimenti artistici nati in Europa e sviluppati tra la fine degli anni ’50 e ’70 del XX secolo.

Si arriva quindi a Montalcino, Sant’Antimo, Castiglion d’Orcia e San Quirico d’Orcia fino a Pienza attraversando una campagna modellata dal pittoresco verde delle plastiche colline che si alternano con grigi e argillosi calanchi che “graffiano”, producendo profonde “rughe”, il terreno sedimentario che dimostra, chiaramente, le sue origini risalenti al Pliocene.

Il viaggio si conclude a Montepescali attraverso Paganico e Massa Marittima la cittadina mineraria, gioiello dell’urbanistica e dell’architettura con il suo Duomo di San Cerbone e i palazzi medievali, che conserva prestigiose opere d’arte come la “Maestà” di Ambrogio Lorenzetti, la “Madonna col Bambino” attribuita a Duccio di Buoninsegna e tante altre non meno interessanti realizzazioni di pittori di Scuola Senese.

Ma, come si può immaginare, le opere trattate non sono la totalità che i centri urbani suddetti custodiscono, il loro numero è straordinariamente alto che sarebbe quasi impossibile farle contenere all’interno di un volume come questo senza incorrere nel pericolo di comporre una trattazione molto dispersiva e superficiale. Sono, infatti, prese in considerazione quelle che meglio identificano artisticamente il territorio e le personalità che le hanno prodotte cercando di porle in relazione con l’ambiente culturale che ha permesso la loro realizzazione.

Gli studi dei quadri tengono conto in particolare, come sempre, non solo dei valori estetici ma soprattutto dei motivi che gli artisti hanno opportunamente ricercato nella letteratura della disciplina, storica e sacra sui temi, sui personaggi, sulle strutture compositive, nell’aspetto simbolico dove possibile, tenendo conto, inoltre, del carattere didattico d’impostazione di queste pagine, che può permettere, anche ai non addetti, un più facile e utile approccio alla materia per la comprensione dell’opera stessa.

I quadri oggetto della ricerca sono quelli conservati, principalmente, nelle chiese e in qualche palazzo storico; sono stati esclusi quelli custoditi nei grandi musei, per la quantità, che richiederebbe un impegno immane, ad eccezione di alcuni specificamente importanti ai fini di una precisa esigenza di analisi, quanto più possibile veritiera, finalizzata alla presentazione e alla divulgazione delle potenzialità artistiche del vasto territorio in questione.

 

L’Autore

© 2015 - by Donatello Corallo - E-mail: webmaster@apropositodiarte.it