06. Testo

...A proposito di arte ...

 

Un artista “libero”

 

Le opere di un pittore della “Nuova Figurazione”

Co“Se mi permettete, vorrei tentare di presentare me stesso: sono buono, cattivo, dolce, caustico, grottesco, sereno, oscuro, rivoluzionario, tollerante al fumo -ma non fumo -, non apolitico, odio gli arroganti, il colore nero, quello rosso, quello giallo; sono polemico con i preti, fascisti, comunisti, pacifisti, le marce della pace. Mi affascinano gli anarchici, tantissimo le donne - ma è difficile conviverci -; non sono femminista, odio i maschilisti, gli apolitici, i vegetali, le pecore, il potere, i ricchissimi, i poveri…di spirito, i fannulloni, chi dorme troppo, gli indecisi, i troppo decisi, i figli di papà, le figlie di Maria, le lettere maiuscole, la tecnologia, i politici avidi, la tirannide, i ladri, i funzionari corrotti, i medici senza umanità, i baroni, i tromboni, le trombette, la violenza. Amo l’arte, l’amore, la libertà, gli ubriaconi, i barboni buoni, i bimbi, gli animali, gli alberi, l’erba, i tramonti, la primavera e l’estate, i vecchi e i giovani, i libri, il telefono, la televisione, la radio, la luna, i prati, il sole, i ruscelli, il colore azzurro, il verde, la folla, gli amici, la luce, le anticaglie, la notte, le stelle e l’universo”.

Così Franco Venanti, maestro perugino, si presenta, facendo un autoritratto fedele del suo essere uomo e artista. E chi lo conosce attraverso le sue opere non deve fare nessuna fatica per immaginarselo come persona. E’ proprio così: schietto e sincero con se stesso e con gli altri; apparentemente guascone ma modesto e rispettoso di tutti e di tutto; bizzarro ma tollerante. L’assoluta libertà verso ciò che lo circonda si traduce in un amore viscerale per tutto quello che è bello e valido, sia nel mondo dell’Arte ma anche in quello della Natura. Odia il potere e gli uomini che se ne appropriano e ne fanno lo scopo principale della loro esistenza, fino a rendere, talvolta, ridicola la loro posizione nel mondo che egli rappresenta pittoricamente (vedi Dafne imperiale). Ama la vita, che indaga con attenzione, in profondità, nella quale affonda i suoi colpi con un certo sarcasmo ma che accetta col sorriso, non sempre benevolo, sulle labbra.

La sua opera parte da lontano (la sua natura e la sua cultura umbra non possono ignorare quello che ha voluto dire nell’arte del Rinascimento la pittura di Piero della Francesca, di Paolo Uccello, Pietro Perugino e Luca Signorelli) e, nel suo evolversi, si arricchisce di aspetti moderni (da Goya agli Impressionisti francesi, a Toulouse Lautrec; dalla pittura Metafisica ad alcuni Movimenti e Personalità della prima metà del XX secolo) ma anche di elementi attuali, permeata da un sottile, pungente ma delicato e intelligente senso di ironia che sfocia in una visione singolare, grottesca, nella rappresentazione di un mondo costituito da forme e da colori di straordinaria ricchezza, di particolare profondità e suggestione. La presenza dell’artista che si ritrae in molte composizioni tra amorini di ricordo classico e cavalieri antichi, tra Napoleone e modelle nude; le sue apparenti bizzarrie di uccelli e gabbie, ombrelli e rinoceronti, alabarde con coccodrilli e scimmie, rivelano una realtà inquietante che il pittore vive senza illusioni, che denuncia con spirito apertamente critico ponendo il fruitore nella condizione irrinunciabile di esprimere il proprio giudizio. Il suo amore per il dettaglio, inoltre, conferisce alle forme e alla composizione un più forte e incisivo carattere espressivo che la pennellata sicura e fluida, supportata da un disegno di grande spessore, contribuisce a sottolineare sfociando in un linguaggio sintetico, immediato, di notevole effetto.

La mostra antologica dal titolo “Percorsi e Varianti” di Franco Venanti, maestro della Nuova figurazione, grande talento d’artista la cui opera segna un momento significativo nell’ampio e affollato panorama della pittura contemporanea, comprende una serie di opere realizzate tra il 1970 e il 2002 e conferma l’impegno e l’interesse dell’Amministrazione Comunale di Arcidosso verso l’espressione figurativa che con il progetto “Arcidosso Arte” annualmente si realizza.

Una prova organizzativa importante e uno stimolo forte per assumere una posizione decisa nei confronti di proposte artistiche di qualità, anche per quelle che possono essere considerate “fuori dagli schemi”, e affrontare scelte sempre più coraggiose, nell’interesse sincero verso l’arte figurativa e la cultura tutta. La mostra, allestita nel Castello Aldobrandesco e curata dal Prof. Eugenio Giannì, è rimasta aperta dal 27 Luglio al 18 Agosto.

 

Giombattista Corallo

 

© 2015 - by Donatello Corallo - E-mail: webmaster@apropositodiarte.it