10. Galofaro

...A proposito di arte ...

 

Luigi Galofaro:

Il linguaggio figurativo di Luigi Galofaro evolve continuamente con un cambiamento netto, non improvviso ma graduale, una rivoluzione che modifica sostanzialmente il suo concetto di vita. Nelle opere realizzate nel 2011 le forme diventano più articolate e si inseriscono nello spazio liberamente occupandolo con la nitidezza delle loro superfici; non sono più le strutture “totemiche”, in parte modulari, che si imponevano all’occhio del fruitore nella loro plastica rigidità. La linea curva prevale nella sua elasticità che solo un vero artista con la sua enorme conoscenza tecnologica può ottenere dall’acciaio, il materiale prediletto, che gli permette di ottenere effetti pittorici di notevole intensità.

Galofaro si allontana così dalla materia informe caratterizzata da parti grumose e scure che interrompevano le superfici levigate e si rivolge ora verso la creazione di entità plastiche dalla forma “certa”, ben definita nella sua dinamicità spaziale, che guida l’occhio dell’osservatore in un percorso di attenzione in cui è totalmente assente la staticità (Dodici 1; Dodici 2; Dodici 3; Dodici 4, 2011). Non c’è dubbio che questo passaggio non è casuale ma rivela il raggiungimento di una verità esistenziale armoniosa come armonioso, pur nelle naturali difficoltà, è, in sostanza, l’universo umano. E la conferma di una presa di coscienza che ogni avversità può essere superata, un gesto liberatorio che rimette tutte le cose al loro posto, arriva definitiva nella sua ultima produzione nella quale l’artista raggiunge uno straordinario equilibrio che è sempre stato, in sostanza, l’obiettivo prevalente della sua ricerca. Ritornano le ampie superfici continue contrassegnate da segni grafici che rivelano, nel loro essere, valori plastici di intensa suggestione. L’apparente staticità e bidimensionalità nasconde, invece, una ricerca spaziale di notevole interesse ottenuta con aperture geometriche strutturate che nella distribuzione razionale dei pieni e dei vuoti, nella monocromia e nella luce, determina la “nuova forma” che pone Galofaro in una dimensione artistica di vera eccellenza (Dialoghi fra materia e luce 1; Dialoghi fra materia e luce 2; Dialoghi fra materia e luce 3; Dialoghi fra materia e luce 4, 2012).

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