05. Spampinato

...A proposito di arte ...

 

Gesualdo Spampinato:

Gesualdo Spampinato si rivolge alle forme della realtà. La sua ricerca figurativa si sviluppa costantemente nell’attenzione verso il dettaglio che l’artista riesce a tradurre in un linguaggio proprio lontano da una facile e gratuita rappresentazione di un consunto realismo sulla linea della tradizione della quale potrebbe essere considerato un erede, anche se di tutto riguardo, la sua tendenza verso l’Iperrealismo, invece, appare chiara ma, al contrario del movimento artistico nato in America negli anni Sessanta del XX secolo, non succede alla Pop-Art e alla Metafisica ma compie il percorso inverso facendo della Metafisica il punto di arrivo. E metafisica è la presenza del paesaggio di Comiso con le sue cupole, i suoi campanili e i suoi tetti (Risveglio sul mare); un motivo che è quasi una costante, che “firma” buona parte delle sue opere, nello sfondo o in un angolo della tela, un motivo ricorrente così come la presenza del “Carrubo” la pianta che più di altre è rappresentativa del territorio ibleo che ne risultava, fino a pochi decenni fa, il protagonista assoluto nella campagna della pianura e dei monti (Fiore di Carrubo) che evidenziano la conoscenza e l’attaccamento di Spampinato alla sua Città e alla sua cultura che esce però dall’ambito locale per assumere i connotati di una visione più ampia e universale. I suoi oggetti, gli elementi del paesaggio e tutto quanto l’artista riporta sulla tela, sembrano costruiti con materiali misteriosi, arcani, dai quali si sprigiona un particolare senso di immaterialità, un contatto sentito e nello stesso tempo un distacco che immobilizza la forma e la propone consegnandola al fruitore come necessaria immagine simbolo.

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