05. Galofaro

...A proposito di arte ...

 

Luigi Galofaro:

“cromaticità” ottenuta con la fiamma ossidrica, mitiga ora il contrasto netto tra le parti e fa conseguire uno straordinario effetto plastico sottolineando, ulteriormente, l’equilibrio di superfici e di masse, di pieni e di vuoti (Presenze infiammate). Perché è a questo rapporto, in sostanza, a cui il nostro Artista non vuole venir meno perché crede profondamente che è possibile ristabilire le naturali armonie.

Nelle opere di Luigi Galofaro il contrasto tra le superfici delle forme in metallo, specialmente in acciaio, levigate, ben definite e le lacerazioni scabre, corrose e oscure che si alternano con le prime, ripropone l’eterna contrapposizione tra positivo-negativo, chiaro-scuro, bello-brutto, perfezione-imperfezione, bene-male, vita-morte, il dramma dell’uomo continuamente in bilico tra il forte desiderio di conoscenza, la sua volontà di scoprire l’universo, di essere artefice della sua stessa vita e il riconoscimento dei propri limiti che lo porta, spesso, ad un profondo scoramento e alla conseguente distruzione del mondo che egli stesso ha contribuito a creare. Ma allora l’umanità è perduta per sempre o rimane ancora qualche possibilità di riscatto e di redenzione? E’ questo il messaggio che lancia Luigi Galofaro: il motivo ricorrente degli elementi più scuri quasi sempre a carattere modulare, la prevalenza della forma pura sull’informe, sono, infatti, i presupposti di tali contenuti che la sua opera lascia chiaramente trasparire. La sua partecipazione non è totale ma è una presentazione – denuncia di un disfacimento che lascia però spazio a ripensamenti; una lucida disamina di uno stato d’animo in perenne contrasto, il dramma umano e le sue contraddizioni suscettibile, in fondo, di aperture positive e liberatorie (Simmetrie riflesse 1-2). E la stessa dicotomia si può leggere nelle ultime opere, caratterizzate, talvolta, da tagli spaziali memori della pittura di Lucio Fontana, un prima e un dopo simultaneo che accentua l’incisività del linguaggio. La singolare

 

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