03. Schembari

...A proposito di arte ...

 

Adelina Schembari:

E sempre al segno è da ricondurre l’opera di Adelina Schembari contraddistinta, però, da una notevole ricchezza cromatica. I blu, i rossi, i gialli, sono distribuiti sulla superficie con molta libertà e sicurezza dando, talvolta, l’impressione di voler recuperare le forme della natura, oggetti riconoscibili che l’artista ricostruisce sommariamente, pennellate rapide con le quali realizza vedute paesaggistiche fantastiche. Così si esprime in “La luna in rosa” nella cui opera campeggia, sullo sfondo di un cielo blu scuro, un grande spicchio lunare di colore rosa nell’ultimo quarto. In altre composizioni non c’è traccia dell’oggetto e tutto si risolve in un accostamento di colori sui quali si snoda una serie di segni che definisce un insieme proposto come paesaggio virtuale (Paesaggio surreale).

Non c’è dubbio comunque che la Schembari proceda in una direzione che va verso l’Astrattismo; ma qual’è il significato da attribuire a questo termine? E’ chiaro che si giudica tale una forma artistica che non fa riferimento al mondo oggettivo e si basa esclusivamente sul rapporto di linee, forme e colori; ma la definizione non rende totalmente l’idea: “E’ stato notato che la parola «astratto» non è troppo ben scelta e sono stati proposti in sua vece termini come «non-oggettivo» «non-figurativo». Ma molte etichette che ricorrono nella storia dell’arte sono casuali: ciò che conta è l’opera d’arte, non l’etichetta.” (E. H. Gombrich, La storia dell’arte raccontata).

Si può usare il termine “Informale” ma anche questo è limitativo e non ci consente di precisare i termini di un giudizio perché se il fine principale dell’arte è quello di esprimersi con una forma risulterebbe incomprensibile creare un prodotto artistico “privo di forma”: “Tuttavia la connotazione del termine “informale” è più spiccatamente rivolta all’indicazione d’una assenza di forme definite

per cui si può far rientrare in questo settore anche certa pittura “figurativa”…” (Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell’arte d’oggi).

Ma non si vuole qui collocare il linguaggio della Nostra necessariamente all’interno di movimenti artistici del passato che a volte possono far comodo per cercare di mettere dei paletti che servono ad aiutarci a definire, in maniera quanto mai “veritiera”, un indirizzo, ma certi riferimenti ci consentono meglio di formulare un adeguato giudizio estetico.

Nella pittura di Adelina Schembari, infatti, astrattismo e gestualità convivono meravigliosamente e a nulla servirebbero forzature che porterebbero il fruitore fuori strada se costretto a racchiudere, entro schemi predefiniti, il risultato figurativo che l’artista comunica.

Si può, per concludere, affermare che l’accostamento cromatico di linee e macchie, con l’uso prevalente di colori primari o con le sfumature da questi prodotte, definisce con autorevolezza un insieme delicato e interessante sia sul piano dell’idea sia su quello strettamente tecnico e crea i presupposti per uno sviluppo proficuo dell’attività futura della pittrice.

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