03. Raimondi

...A proposito di arte ...

 

Giovanni Raimondi:

Ultime tendenze nell’arte di oggi).

Anche il colore acquista un rilevante spessore e diventa pastoso, grumoso, fatto di masse informi che nel loro divenire concretizzano lo spazio e le figure stabilendo con l’osservatore un rapporto di complicità o di repulsione: “Una successiva stagione di materismo si può considerare quella iniziata negli USA attorno agli anni Cinquanta con l’uso di stratificazioni assai spesse, talvolta veri e propri rilievi di colore a olio o anche di colore “imbottito”con materiali che fungessero da supporto, carta pesta, o stoppa (Donati) tale usanza dilagò tosto in Europa…Ma gli artisti che forse riuscirono ad affermarsi con più spicco mediante l’uso di tali tecniche sono l’italiano Burri e lo spagnolo Tapies.” (Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell’arte d’oggi).

Ed è appunto della pittura di Alberto Burri che Raimondi risente chiaramente in alcune opere come “L’interno della terra”. Qui un insieme materico di rilevante spessore presenta una superficie scavata da una infinità di solchi irregolarmente distribuiti nell’intera area del supporto che non sono i “cretti” che drammaticamente spaccano in mille tagli la superficie secca, asciugata dal sole nell’opera di Burri ma che qui si limitano a riportare alla luce, seppure in maniera forte e determinata, la realtà dell’artista, più congeniale ad esprimere i valori di tensione della sua visione e che più mi piace.

Fortemente materica è, invece, la pittura di Giovanni Raimondi. I colori forti con un blu che si impone con la sua presenza ingombrante, deciso nei passaggi dal chiaro allo scuro, un rosso che vi si addentra lacerandone lo svolgimento come un lampo che squarcia un cielo già saturo di tensioni e pronto ad esplodere, un panneggio giallo spiegazzato, vero, reale, attaccato anch’esso al colore di fondo, contribuiscono con i loro valori cromatici ad una sorta di espressionismo che evidenzia, nel contempo, un’indole drammatica propria del pittore e la derivazione da una precisa Scuola che lo connota (Trittico).

E’ chiara la conoscenza da parte dell’artista di quanto è avvenuto nell’arte mondiale in un arco di tempo che va dalla seconda metà del XX secolo fino ad oggi, esperienze che egli cerca di elaborare nel tentativo di arrivare ad un linguaggio proprio che gli possa consentire di esprimersi compiutamente.

C’è, in queste opere, il ricordo di una certa “Pop-art” americana, particolarmente di Robert Rauschenberg quando non riproduce la realtà ma che introduce direttamente nel quadro oggetti che assurgono ad opere d’arte combinati con parti dipinte dall’artista (Trittico, Resurrezione). Un connubio che in America, negli anni Sessanta del secolo scorso, ha prodotto capolavori di grande modernità usando un linguaggio spregiudicato che si è diffuso poi in tutto il mondo determinando un forte sconcerto, uno shock, nell’opinione pubblica ma che ha acquistato, come movimento artistico, una rinomanza tale che ancora oggi ricorre quotidianamente nella bocca di tutti: “…con l’avvento della pop art, l’utilizzazione dei materiali più eterocliti, anzi addirittura degli oggetti già usati e dei rifiuti, doveva diventare sempre più d’uso comune, fino a raggiungere, con l’arte povera, l’aspetto d’una rinuncia o d’un rifiuto del piacevole e del “bello.” (Gillo Dorfles,

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