04. Testo

...A proposito di arte ...

 

Linguaggio a confronto

 

E’ proprio “il sale” della ricerca artistica mettersi in relazione con gli altri in un confronto che non può fare che bene a tutti coloro che si cimentano in una vera e importante attività creativa, figurativa o appartenente ad altri modi espressivi perché, è risaputo, il linguaggio dell’arte, più di ogni altro, è quello che evolve più rapidamente e necessita di un continuo apporto di esperienze che provengono anche dai risultati raggiunti da altri. Una linfa vitale per chi porta avanti un discorso che non deve conoscere soste altrimenti rischia di essere inesorabilmente superato con la conseguente uscita dal contesto culturale che gli è proprio e la perdita di una identità che è la sola condizione che invera il fare arte. Ma è possibile rapportarsi sul campo senza perdere tutta o in parte la propria personalità? La storia, la tradizione e l’esperienza ci insegnano che il cammino può essere iniziato e portato avanti nel rispetto della propria autonomia per affermare le proprie idee e il rispetto delle idee degli altri perché solo ponendosi in questo modo si stabiliscono le aspirazioni e i limiti che ogni artista proclama e ritaglia all’interno del proprio spazio espressivo.

Per fare questo, però, sono necessari, anzi indispensabili, intelligenza, carattere e determinazione nell’andare avanti nel proprio percorso con molta umiltà ed onestà intellettuale che conduce al raggiungimento di uno spontaneo, inconscio, obiettivo condiviso che è quello della filosofia della vita. In una parola, bisogna essere “artisti”.

La storia dell’arte, da sempre, è stata scritta sulle opere di personalità che si sono distinte l’una dall’altra per modi di pensare, di agire, di aver fatta propria una filosofia con diverse concezioni del mondo che non hanno impedito loro di rimanere, naturalmente, nell’ambito dei valori culturali espressi da un’epoca e, quindi, riconducibili ad un comune denominatore che connota ogni momento storico. Leonardo, Michelangelo e Raffaello, per nominarne alcuni tra i più conosciuti, hanno concezioni dell’universo e dell’uomo che si distanziano notevolmente ma nessuno può negare che tutti e tre i rappresentanti del Rinascimento italiano esprimono la cultura del momento storico che hanno vissuto.

Lo stesso può dirsi di Annibale Carracci che supera la tradizionale classicità e Caravaggio che si rivolge al “vero naturale”, e via via, fino ad arrivare ad anni più vicini a noi, al Cubismo di Pablo Picasso e Georges Braque, tanto sanguigno e passionale l’artista spagnolo quanto delicato e lirico il pittore francese ma entrambi rappresentanti di movimento che si colloca in quegli anni del primo Novecento, e non può essere diversamente.

Questo pensiero ci riporta alla teoria della “storia dell’arte senza nomi” di Wolfflin “…che si basa sulle ipotesi che le finalità artistiche e gli indirizzi stilistici siano completamente legati al loro tempo…e con ciò s’intende dire non soltanto che l’artista si trova sempre coinvolto in una determinata situazione storica, ma anche egli non può in nessun caso andare oltre i limiti del suo tempo, fissati a priori.” (Arnold Hauser, Le teorie dell’arte).

Quindi, ferma restando l’autonomia di linguaggio e lo stretto legame con i tempi storici che producono le opere, resta da precisare che il confronto necessita di un luogo fisico in cui gli artisti, con la loro produzione, possono trovarsi per stabilire un rapporto dialettico che, indubbiamente, porta a migliorare tutti e a sviluppi positivamente imprevedibili.

L’Ottocento e il secolo scorso almeno nei primi decenni, hanno avuto principalmente nel “Caffè” il luogo deputato agli incontri culturali nel quale, tra una bibita e l’altra, la discussione ha portato alla nascita di idee nuove concretizzate in alcuni movimenti che hanno lasciato l’impronta indelebile nella storia delle arti figurative, nella filosofia, nella letteratura e nella musica.

E’ il caso dei “Macchiaioli” che si ritrovavano nel Caffè Michelangiolo di via Larga a Firenze ponendo le basi per quella pittura di “macchia” che fu una vera novità nell’ambiente artistico italiano fino all’avvento dell’Impressionismo francese che portò avanti il discorso impostato su una nuova struttura dell’immagine basato sul rapporto esclusivamente cromatico e non chiaroscurale come nell’opera degli amici di Diego Martelli. E fu soprattutto nel “Cafè Guerbois” e nel “Cafè de la Nouvelle Athéne” di Parigi che nacque questo movimento destinato a cambiare in maniera definitiva il modo di fare pittura e non solo. Il “Cabaret Voltaire” di Zurigo fu poi il trampolino di lancio di uno dei movimenti artistici d’avanguardia più discussi, il “Dada”, che in quel locale ebbe origine ufficialmente il 5 febbraio del 1916. Ma oggi i tempi sono profondamente cambiati e questi luoghi rimangono soltanto un felice ricordo. Si sono perduti anche certi atteggiamenti atti a favorire il nascere di amicizie, collaborazioni, scambi e molto viene affidato a rapporti individuali che non sempre portano ai risultati sperati e, per procedere nel campo artistico, si cercano spazi e occasioni differenti.

E i nostri artisti, Enza Cantelli, Giovanni Di Nicola, Atanasio Giuseppe Elia, Luigi Galofaro, Roberto Ingallinera, Olga Minardo, Milena Pelligra, Giuseppe Salafia, Gesualdo Spampinato, appartenenti a due generazioni, hanno deciso di confrontarsi con parte della loro ultima produzione in una struttura espositiva nuova, aperta al pubblico soltanto alla fine del mese di dicembre del 2006, a Ragusa. Uno spazio culturale importante allestito con notevole gusto e voluto, con forza, da due esponenti di questo gruppo espositore: Enza Cantelli e Roberto Ingallinera che hanno dimostrato di possedere una forte personalità, una mentalità aperta ai problemi che l’arte oggi incontra non soltanto nell’ambiente ragusano, mettendo a disposizione degli artisti le loro competenze, la loro intelligenza e la disponibilità gestendo la “Galleria Lirismo d’Autore” con l’attenzione necessaria verso quanto tutto il mondo artistico può offrire esponendo opere di pittura e di scultura delle quali la qualità è il valore principale, al servizio di un pubblico che sempre più appare informato e incline ad avvicinarsi ad opere dal linguaggio apparentemente più difficile da decifrare, ermetico, ma che connota con chiarezza i presupposti culturali del mondo di oggi e lo traduce in termini estetici di rilevante interesse.

Ma “Lirismo d’Autore” non è solo questo. La galleria è destinata a diventare un centro con una visione totale delle problematiche della cultura. Infatti vi si svolgono, da qualche tempo, incontri con personalità non appartenenti soltanto all’arte figurativa ma anche alla poesia e alla musica, come è avvenuto di recente con grande afflusso di pubblico che ha dimostrato di apprezzare le iniziative intraprese dai responsabili che sono intenzionati a continuare in questa esperienza che allarga in maniera determinante gli orizzonti della cultura sulla scia di quanto il “Caffè” ha rappresentato in determinati anni dalla seconda metà del XIX ai primi decenni del XX secolo.

Ma lontani dalla tentazione di voler fare paragoni con il passato (sarebbe fuori luogo), ci si rende conto che tutto questo gioverà alla causa dell’arte e alle aspettative degli artisti locali che non hanno mancato di farsi apprezzare per la loro ricerca che si inserisce, con pieno merito, nella più ampia prospettiva a carattere internazionale.

E lo stare insieme non è una novità per alcuni di questi che vantano una lunga storia di vita artistica in comune iniziata a Comiso poi continuata in altri ambienti. Di Nicola, Elia, Galofaro, Salafia, Spampinato, hanno incominciato questo percorso insieme per poi continuare, ognuno nella propria strada, in assoluta autonomia ma facendo tesoro di una esperienza straordinaria che ha contribuito notevolmente alla loro maturazione artistica.

 

Anche il gruppo Cantelli, Ingallinera e Pelligra proviene da esperienze comuni fatte soprattutto in attività espositive ma basate su una vecchia amicizia che lega i tre artisti oltre che nella vita, anche nell’attività figurativa.

 

Una bella iniziativa che non mancherà sicuramente di un importante seguito.

 

Giombattista Corallo

Arcidosso, 10 maggio 2007

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